Ricercatore

Chi è?

Il RICERCATORE analizza ed interpreta fenomeni di varia natura in diversi settori disciplinari; crea nuove conoscenze e teorie; sviluppa prodotti, processi, metodi e sistemi innovativi; realizza studi e ricerche in cui presenta i risultati delle sue attività. Oltre alle attività scientifiche si occupa anche degli aspetti gestionali relativi aiprogetti di ricerca che realizza.

 

A seconda degli interessi e del contesto in cui lavora il RICERCATORE può realizzare in maniera preponderante:

  • ricerca di base, detta anche fondamentale, la cui finalità principale consiste nell'acquisizione di nuove conoscenze e la comprensione di processi complessi senza uno scopo pratico immediato;
  • ricerca applicata, utile per trovare soluzioni concrete e specifiche mediante l'adattamento e la messa in pratica di conoscenze teoriche già esistenti.

Questa distinzione, che ancora viene utilizzata per classificare diversi tipi di ricerca, sta diventando obsoleta perché sempre più di frequente nel corso della risoluzione di problemi pratici vengono poste anche domande di ricerca fondamentale ed emergono nuovi quesiti teorici.

Quali norme regolano la professione?

A livello europeo la professione del RICERCATORE è definita nella Carta Europea dei Ricercatori, una raccomandazione pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 5 marzo 2005 e sottoscritta in Italia dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e dai presidenti di numerosi enti di ricerca.

Attualmente a livello nazionale tale raccomandazione non è stata ancora applicata nell’ordinamento legislativo italiano, l'unica norma che regola la professione riguarda esclusivamente i ricercatori che operano in ambito universitario ed è la legge n. 240 del 30 dicembre 2010 (facente parte della cosiddetta Riforma Gelmini), in cui vengono distinte due categorie di ricercatori universitari:

a) ricercatore con contratto triennale prorogabile per ulteriori due anni;

b) ricercatore con contratto triennale non prorogabile, a seguito del quale è necessario conseguire l’abilitazione nazionale per diventare professore associato  

In ambito industriale solo il contratto dei chimici farmaceutici riconosce la figura professionale del ricercatore. Negli altri casi i ricercatori vengono assimilati ad altre figure di specialisti.

Ad oggi il quadro normativo di riferimento dei ricercatori impiegati in strutture pubbliche è ancora regolato dal decreto legislativo 165/2001. Con la legge n. 124/2015 (legge Madia) gli enti pubblici di ricerca dovrebbero godere di maggiore autonomia e regolare meglio il lavoro dei ricercatori.

Livello EQF

VII  livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al secondo ciclo dei titoli

Carta di Identita

Il RICERCATORE analizza ed interpreta fenomeni di varia natura in diversi settori disciplinari; crea nuove conoscenze e teorie; sviluppa prodotti, processi, metodi e sistemi innovativi; realizza studi e ricerche in cui presenta i risultati delle sue attività. Oltre alle attività scientifiche si occupa anche degli aspetti gestionali relativi aiprogetti di ricerca che realizza.

 

A seconda degli interessi e del contesto in cui lavora il RICERCATORE può realizzare in maniera preponderante:

  • ricerca di base, detta anche fondamentale, la cui finalità principale consiste nell'acquisizione di nuove conoscenze e la comprensione di processi complessi senza uno scopo pratico immediato;
  • ricerca applicata, utile per trovare soluzioni concrete e specifiche mediante l'adattamento e la messa in pratica di conoscenze teoriche già esistenti.

Questa distinzione, che ancora viene utilizzata per classificare diversi tipi di ricerca, sta diventando obsoleta perché sempre più di frequente nel corso della risoluzione di problemi pratici vengono poste anche domande di ricerca fondamentale ed emergono nuovi quesiti teorici.

Dove Lavora
Settore pubblico università e enti pubblici di ricerca
Settore privato enti privati di ricerca, imprese industriali e di servizi profit e non profit

Nel 2013 il 41% dei ricercatori lavorava in imprese private, il 17% in imprese pubbliche e il 39% in università.

 

La maggior parte delle attività di ricerca in ambito privato si concentra in poche organizzazioni di grandi dimensioni.

 

Il luogo di lavoro cambia a seconda della disciplina di riferimento. Se si opera in ambito chimico, fisico o biologico l’attività può svolgersi sul campo o all’interno di laboratori. Analogamente nel caso delle scienze sociali (economia, sociologia, ecc.) si lavora sul campo o con l’ausilio di  di strumenti informatici per l’elaborazione di dati. In ambito umanistico (lettere, filosofia, ecc.) la ricerca si realizza invece in istituti, biblioteche o musei, ecc..

La professione del RICERCATORE è presente ed è regolamentata in molti Paesi europei e la libera circolazione viene garantita dal Decreto Legislativo n. 115 del 1992, modificato dal Decreto Legislativo n. 277 del 2003. I cittadini italiani che hanno conseguito un titolo universitario in Italia e vogliono esercitare la professione in un altro Paese comunitario devono presentare domanda di riconoscimento del titolo all’autorità competente del Paese estero.

Percorso Formativo
Formazione e sviluppo professionale
C'è un percorso formale?

E’ richiesta almeno una laurea specialistica nell’ambito disciplinare in cui si vogliono svolgere attività di ricerca.

La formazione potrà essere approfondita con corsi e master specialistici su temi specifici.

L’esperienza maturata sul campo, permetterà di acquisire ulteriori competenze interdisciplinari, indispensabili per affermarsi nella professione.

Se si intende intraprendere una carriera in ambito accademico o all’interno di grandi organizzazioni private, è consigliabile proseguire il percorso di formazione con il Dottorato di ricerca.

Da tutti i corsi di laurea escono dei ricercatori, ad esempio: ricercatori nelle scienze fisiche, ricercatori nelle scienze matematiche e dell’informazione, ricercatori nelle scienze della terra, ricercatori nelle scienze biologiche, politologi, storici, linguisti e filologi, ecc.

C'è un percorso consigliato?

Corsi di laurea magistrali

Corsi di laurea a ciclo unico

Nel corso degli ultimi anni in diverse discipline si è inoltre diffusa la prassi, per chi ambisce a una posizione di ricercatore, di studiare e realizzare ricerche all’estero, oppure di frequentare e conseguire PhD (Philosophy Doctor Degree). 

Come si sviluppa la carriera?

In organizzazioni pubbliche e private di ricerca, la carriera comincia in posizioni di assistente di ricerca e può culminare nella direzione di centri o organizzazioni di ricerca o nel passaggio ad altri incarichi manageriali.

In ambito universitario la posizione di ricercatore rappresenta il primo gradino della carriera. I successivi sono quelli di professore associato (o di seconda fascia) e di professore ordinario (o di prima fascia). Vi si accede tramite concorso pubblico per titoli ed esami.

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