Educatore ed Educatrice professionale

in Piemonte

Quali sono le condizioni di lavoro?

L’EDUCATORE PROFESSIONALE svolge la propria attività solitamente come socio lavoratore – con contratto di lavoro a tempo indeterminato – in cooperative sociali; ma a volte può intraprendere la carriera in qualità di lavoratore autonomo aprendo la Partita IVA. Su progetti non riconducibili alle attività in strutture residenziali o semi-residenziali, si fa ricorso a contratti a termine, mentre le figure che ricoprono ruoli dirigenziali o amministrativi godono di maggiore stabilità occupazionale. Lo stipendio base può variare dai 16 e i 25 mila euro lordi annui, in base all’anzianità.

L’articolazione dell’orario di lavoro, solitamente di 36 ore settimanali, dipende dal tipo di attività realizzata in relazione all’utenza coinvolta. Nelle strutture in cui deve essere garantita la presenza continua, il tempo lavoro è organizzato in turni.

Generalmente, l’EDUCATORE PROFESSIONALE deve essere disposto a svolgere attività di diversa natura, sia di aiuto, sostegno e relazione, sia di tipo amministrativo-gestionale. Opera in ambienti organizzativi in cui solitamente i ruoli e le mansioni non sono rigidamente definiti e possono variare in base al tipo di utenza e al tipo di intervento che si realizza. Per tale motivo, l’approccio al lavoro dovrebbe essere improntato alla disponibilità e alla flessibilità e connotato da un’elevata motivazione personale.

In questa area di professionalità, per le criticità che si possono incontrare nelle relazioni con gli utenti (minori in situazione di disagio, carcerati, tossicodipendenti, disabili, persone in situazione di isolamento sociale, anziani), il turn over può risultare elevato.

L’EDUCATORE PROFESSIONALE svolge le propria attività fondamentalmente in équipe con altri educatori professionali e in modo integrato con altre figure professionali coinvolte nel servizio erogato (medici, infermieri, assistenti sociali, personale ADEST, psicologi, personale carcerario). Nella sua attività è centrale la dimensione relazionale con i destinatari degli interventi e le relative famiglie, nonché con la rete dei servizi territoriali che comprende istituzioni, associazioni, gruppi del volontariato sociale, agenzie educative e formative, sevizi sociali e per l’impiego, imprese, esperti, ecc.

Carta d'identità
Carta di Identita

L'EDUCATORE PROFESSIONALE organizza e gestisce progetti e servizi educativi e riabilitativi in ambito socio-sanitario rivolti a persone in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani. Lavora in équipe multidisciplinari, stimola i gruppi e le singole persone a perseguire l'obiettivo di reinserimento sociale definendo interventi educativi, assistenziali e sanitari rispondenti ai bisogni individuali attraverso lo sviluppo dell’autonomia, delle potenzialità individuali e dei rapporti sociali con l’ambiente esterno.

Dove Lavora

L’EDUCATORE PROFESSIONALE può lavorare in:

Servizi socio-assistenziali

 

servizi (comunità o centri diurni) per disabili lievi e minori a rischio, strutture assistenziali per anziani

 

 

Servizi sanitari

 

servizi per tossicodipendenti (SERT), alcolisti e pazienti psichiatrici, disabili gravi e gravissimi e pazienti psichiatrici

 

 

Progetti specifici

 

istituzioni totali, comunità mamma-bimbo, progetti rivolti ai senza fissa dimora, servizi di educativa territoriale rivolti alla Comunità ROM

 

 

L’EDUCATORE PROFESSIONALE svolge la propria attività in strutture e servizi socio-sanitari e socio-educativi pubblici e privati, sul territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali (comunità, centri diurni, residenze protette, servizi territoriali, centri di ascolto) che si occupano di minori, anziani, disabili e altri gruppi di persone in difficoltà.

I contesti di lavoro possibili sono le Cooperative Sociali e in alcuni casi le Associazioni. La possibilità di inserimento in ASL, comuni o altri enti pubblici, è condizionata dall’attuale tendenza dell’Amministrazione Pubblica a ricorrere ai servizi esterni.

In strutture residenziali o semi-residenziali l’EDUCATORE PROFESSIONALE solitamente lavora in team e risponde direttamente al responsabile del servizio o al coordinatore di progetto. Nelle strutture sociosanitarie il suo tempo lavoro di norma è organizzato in turni anche notturni. Nel caso di progetti educativi sul territorio gli orari sono più flessibili e beneficia di un livello di responsabilità e autonomia maggiori, riferendo comunque al coordinatore di progetto o al responsabile del servizio.

Percorso Formativo
Formazione e sviluppo professionale
C'è un percorso formale?

La Legge regionale del Piemonte n.1 del 2004 riconosce come titolo formale la laurea triennale del corso di laurea interfacoltà in EDUCATORE PROFESSIONALE (sono coinvolte le facoltà di Scienze della Formazione, Medicina e Chirurgia e Psicologia), il cui accesso è programmato a livello nazionale e regolamentato attraverso un test di selezione.

Inoltre è riconosciuto il titolo conseguito nelle scuole regionali prima del 1999. Tali titoli sono obbligatori per lavorare nel settore sanitario ed abilitano all’esercizio della professione.

In seguito al pronunciamento della Corte di Cassazione sull’inammissibilità dell’art. 32 della L.R. n.1 del 2004 poiché la materia in oggetto deve essere disciplinata dallo Stato (come previsto dal D.M. 520/1998), la Regione Piemonte riconosce nelle gare d’appalto i titoli conseguiti attraverso: i corsi delle scuole regionali dopo il 1998; il corso di laurea quadriennale in Scienze dell’Educazione (indirizzo educatore professionale extra scolastico); il corso triennale in Scienze dell’Educazione (indirizzo socio-sanitario).

C'è un percorso consigliato?

Corsi di laurea triennali

Il titolo di studio previsto dalla L.R. n. 1 del 2004 della Regione Piemonte è l’unico requisito richiesto. Tuttavia è apprezzata una precedente esperienza lavorativa o volontaria sul campo e una innata capacità di ascolto.

La richiesta di questa figura è costante, soprattutto nei servizi rivolti a tossicodipendenti, disabili e anziani.

La necessità di EDUCATORI PROFESSIONALI essendo molto elevata, permette buone possibilità di inserimento.

Come si sviluppa la carriera?

Dopo un periodo di inserimento della durata di qualche mese (variabile in funzione delle politiche del personale delle organizzazioni), solitamente l’EDUCATORE PROFESSIONALE è stabilizzato nell’impiego con l’assunzione a tempo indeterminato. Con il passare del tempo, attraverso l’acquisizione di esperienza sul campo e di competenze gestionali, l’EDUCATORE PROFESSIONALE può in alcuni contesti organizzativi (strutture residenziali, semiresidenziali, cooperative sociali…) assumere ruoli di responsabilità e coordinamento. A livello di mansioni può svolgere attività di progettazione in risposta a bandi pubblici oppure occuparsi della formazione o del tutorato dei nuovi educatori e del loro affiancamento nel team di lavoro.

La carriera si può sviluppare in senso verticale diventando Coordinatore dei servizi sanitari: in questo caso è necessario acquisire il titolo di Master in coordinamento e partecipare al concorso per Coordinatori.

Si può accedere ai concorsi per Dirigenti del personale sanitario del comparto, avendo conseguito la Laurea Magistrale.

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