Educatore ed Educatrice professionale

in Piemonte

Attività e competenze
Che cosa deve essere in grado di fare?
ATTIVITÀ COMPETENZE RISULTATI
Analizza i bisogni del territorio
  • analizzare, a partire dall’analisi delle fonti e dall’elaborazione dei dati, i bisogni espressi e potenziali del territorio
  • analizzare la domanda della Pubblica Amministrazione (gara d’appalto o richiesta diretta di prestazione)
  • rilevare le fonti istituzionali, dai dati statistici ed anagrafici, ai piani di zona e alle iniziative presenti sul territorio (ricerche, progetti, attività e servizi sociali e sanitari, ecc.)
  • reperire ricerche, articoli, saggi utili all’aggiornamento continuo
  • promuovere e coordinare ricerche qualitative e quantitative sulle politiche locali;
  • rilevare informazioni, giudizi, suggerimenti e valutazioni presso gli stakeholders (utenti, cittadini, famiglie, associazioni, colleghi, istituzioni, ecc.)
  • mappare risorse presenti o attivabili sul territorio (servizi, associazioni, volontariato sociale, ecc.)
Mappa dei bisogni territoriali definita
Progetta servizi ed interventi
  • progettare attività socio-sanitarie, rieducative servizi rivolti a famiglie, giovani, anziani, disabili in situazione di disagio e progetti di educativa territoriale
  •  definire il progetto d’intervento per gruppi di persone, ambiti di intervento e singoli eventi
  • sperimentare soluzioni e modelli innovativi di servizi e strumenti di lavoro
  • stimare e reperire le risorse necessarie per la realizzazione dei progetti e degli interventi
  • definire dati di dettaglio della prestazione (dati della cooperativa, offerta economica, curriculum operatori che verranno impiegati in caso di vincita)
  • presentare il progetto redatto nella forma, nei tempi e nelle modalità previste dal committente/ente aggiudicante
Progetto d’intervento definito
Organizza
  •  effettuare tutte le procedure amministrative e gli adempimenti formali necessari all’affidamento di un appalto di servizio
  •  costituire l’equipe di lavoro
  •  creare o predisporre strutture atte ad accogliere i destinatari del servizio
  • definire il PEI (Progetto Educativo Individuale), che contiene data, referente educativo, obiettivi, vincoli, tempi di verifica, risorse, contesti di intervento

Contratto di affidamento del servizio.

Piano di lavoro approvato ed équipe di lavoro costituita

Realizza attività assistenziali e sociosanitarie
  • prendere in carico gli utenti del servizio definendo il bisogno individuale e il percorso di reinserimento sociale e raccogliendo dati su potenzialità e capacità individuali
  • creare una relazione educativa personalizzata con l'ausilio di supporti differenziati
  •  redigere la relazione osservativa attraverso l’anamnesi sulla costituzione del nucleo familiare, sul grado di autonomia, di accettazione delle proposte, sugli aspetti emotivi.
  • accompagnare gli utenti in attività quotidiane (fare la spesa, fare i compiti, partecipare ad attività sportive, ecc.)
  • assistere i destinatari dell’intervento nei percorsi di crescita, di emancipazione e di reinserimento e nell’assunzione di farmaci
  • partecipare ad incontri con altre figure professionali per mettere a punto progetti di reinserimento sociale o di assistenza
  •  valutare la situazione individuale, familiare e sociale della persona ricreando eventualmente i legami della persona con l'ambiente familiare e sociale
Intervento assistenziale o sociosanitario realizzato, risposta al bisogno rilevato, comunicazioni al committente sull’andamento dell’intervento
Rendiconta
  • partecipare alla produzione della documentazione necessaria alla dimostrazione della presa in carico dell’utente e della effettiva realizzazione dell’intervento
Documentazione relativa alla rendicontazione redatta e controllata
Valuta l’intervento educativo
  • monitorare l’andamento del progetto e l’efficacia delle azioni intraprese
  •  verificare, insieme all’equipe, il grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati sul singolo caso in carico
  •  modificare e adeguare metodi e strumenti in base alle risposte dell’utenza

Intervento assistenziale o sociosanitario valutato

Report di fine progetto

Attiva reti territoriali
  • sviluppare reti integrate di servizi e soggetti chiave sul territorio
  • aprire canali comunicativi tra cittadini, istituzioni, soggetti pubblici e privati che hanno la possibilità di governare i processi di cambiamento della società
  • promuovere l’organizzazione di gruppi di volontariato, associazioni, cooperative, gruppi di auto/mutuo-aiuto
  • coinvolgere famiglie, enti locali, servizi dislocati nel territorio nei progetti educativi, sponsor nella realizzazione di attività
  • coinvolgere ed attivare persone e gruppi in attività di animazione culturale sul territorio• realizzare scambi di informazioni e progettazioni comuni con organizzazioni ed istituzioni
  • attivare la rete territoriale per la realizzazione di attività di prevenzione sociale
Rete territoriale attivata
Carta d'identità
Carta di Identita

L'EDUCATORE PROFESSIONALE organizza e gestisce progetti e servizi educativi e riabilitativi in ambito socio-sanitario rivolti a persone in difficoltà: minori, tossicodipendenti, alcolisti, carcerati, disabili, pazienti psichiatrici e anziani. Lavora in équipe multidisciplinari, stimola i gruppi e le singole persone a perseguire l'obiettivo di reinserimento sociale definendo interventi educativi, assistenziali e sanitari rispondenti ai bisogni individuali attraverso lo sviluppo dell’autonomia, delle potenzialità individuali e dei rapporti sociali con l’ambiente esterno.

Dove Lavora

L’EDUCATORE PROFESSIONALE può lavorare in:

Servizi socio-assistenziali

 

servizi (comunità o centri diurni) per disabili lievi e minori a rischio, strutture assistenziali per anziani

 

 

Servizi sanitari

 

servizi per tossicodipendenti (SERT), alcolisti e pazienti psichiatrici, disabili gravi e gravissimi e pazienti psichiatrici

 

 

Progetti specifici

 

istituzioni totali, comunità mamma-bimbo, progetti rivolti ai senza fissa dimora, servizi di educativa territoriale rivolti alla Comunità ROM

 

 

L’EDUCATORE PROFESSIONALE svolge la propria attività in strutture e servizi socio-sanitari e socio-educativi pubblici e privati, sul territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali (comunità, centri diurni, residenze protette, servizi territoriali, centri di ascolto) che si occupano di minori, anziani, disabili e altri gruppi di persone in difficoltà.

I contesti di lavoro possibili sono le Cooperative Sociali e in alcuni casi le Associazioni. La possibilità di inserimento in ASL, comuni o altri enti pubblici, è condizionata dall’attuale tendenza dell’Amministrazione Pubblica a ricorrere ai servizi esterni.

In strutture residenziali o semi-residenziali l’EDUCATORE PROFESSIONALE solitamente lavora in team e risponde direttamente al responsabile del servizio o al coordinatore di progetto. Nelle strutture sociosanitarie il suo tempo lavoro di norma è organizzato in turni anche notturni. Nel caso di progetti educativi sul territorio gli orari sono più flessibili e beneficia di un livello di responsabilità e autonomia maggiori, riferendo comunque al coordinatore di progetto o al responsabile del servizio.

Percorso Formativo
Formazione e sviluppo professionale
C'è un percorso formale?

La Legge regionale del Piemonte n.1 del 2004 riconosce come titolo formale la laurea triennale del corso di laurea interfacoltà in EDUCATORE PROFESSIONALE (sono coinvolte le facoltà di Scienze della Formazione, Medicina e Chirurgia e Psicologia), il cui accesso è programmato a livello nazionale e regolamentato attraverso un test di selezione.

Inoltre è riconosciuto il titolo conseguito nelle scuole regionali prima del 1999. Tali titoli sono obbligatori per lavorare nel settore sanitario ed abilitano all’esercizio della professione.

In seguito al pronunciamento della Corte di Cassazione sull’inammissibilità dell’art. 32 della L.R. n.1 del 2004 poiché la materia in oggetto deve essere disciplinata dallo Stato (come previsto dal D.M. 520/1998), la Regione Piemonte riconosce nelle gare d’appalto i titoli conseguiti attraverso: i corsi delle scuole regionali dopo il 1998; il corso di laurea quadriennale in Scienze dell’Educazione (indirizzo educatore professionale extra scolastico); il corso triennale in Scienze dell’Educazione (indirizzo socio-sanitario).

C'è un percorso consigliato?

Corsi di laurea triennali

Il titolo di studio previsto dalla L.R. n. 1 del 2004 della Regione Piemonte è l’unico requisito richiesto. Tuttavia è apprezzata una precedente esperienza lavorativa o volontaria sul campo e una innata capacità di ascolto.

La richiesta di questa figura è costante, soprattutto nei servizi rivolti a tossicodipendenti, disabili e anziani.

La necessità di EDUCATORI PROFESSIONALI essendo molto elevata, permette buone possibilità di inserimento.

Come si sviluppa la carriera?

Dopo un periodo di inserimento della durata di qualche mese (variabile in funzione delle politiche del personale delle organizzazioni), solitamente l’EDUCATORE PROFESSIONALE è stabilizzato nell’impiego con l’assunzione a tempo indeterminato. Con il passare del tempo, attraverso l’acquisizione di esperienza sul campo e di competenze gestionali, l’EDUCATORE PROFESSIONALE può in alcuni contesti organizzativi (strutture residenziali, semiresidenziali, cooperative sociali…) assumere ruoli di responsabilità e coordinamento. A livello di mansioni può svolgere attività di progettazione in risposta a bandi pubblici oppure occuparsi della formazione o del tutorato dei nuovi educatori e del loro affiancamento nel team di lavoro.

La carriera si può sviluppare in senso verticale diventando Coordinatore dei servizi sanitari: in questo caso è necessario acquisire il titolo di Master in coordinamento e partecipare al concorso per Coordinatori.

Si può accedere ai concorsi per Dirigenti del personale sanitario del comparto, avendo conseguito la Laurea Magistrale.

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