Antropologo e Antropologa

Etnologo

Carta d'identità
Chi è?

L’ANTROPOLOGO CULTURALE studia l’essere umano nelle sue caratteristiche storiche, culturali, linguistiche, sociali, economiche, geografiche ed etnologiche e applica i risultati delle sue analisi in svariati ambiti, evidenziando linee evolutive, strutture sociali, comportamenti, modalità di agire collettivo.

L’ANTROPOLOGO CULTURALE, si occupa anche di mediazione e comunicazione interculturale, di attività di divulgazione scientifica, di progetti socio-sanitari e socio culturali. Studia le reti di relazioni sociali, gli usi e i costumi delle popolazioni, gli schemi di parentela, le ideologie, i sistemi religiosi e le credenze, gli schemi di comportamento, i modi di produzione – consumo - scambio dei beni, le relazioni di potere, i sistemi simbolici e estetici; può realizzare progetti di recupero, tutela e valorizzazione del patrimonio demo-etno-antropologico, progetti di innovazione produttiva ed economica.

Grande importanza ha per questa area di studi la ricerca etnografica, considerata la base per riflessioni teoriche e comparazioni.

Quali norme regolano la professione?

La professione non è attualmente regolata.

I professionisti possono costituire/aderire ad associazioni professionali aventi come finalità la valorizzare delle competenze degli associati, il rispetto di regole deontologiche, la promozione e la qualificazione delle attività professionali che rappresentano nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali. Data l’entrata in vigore della legge n° 4 del 14 gennaio 2013 (Gazzetta Ufficiale 26 gennaio 2013, n. 22) che definisce la "professione non organizzata in ordini o collegi", si consiglia di informarsi presso le Associazioni Professionali coerenti con la professione dell’ANTROPOLOGO CULTURALE. Con questa norma, si introduce il principio del libero esercizio della professione intellettuale fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Si consente inoltre al professionista di scegliere in quale forma esercitare la propria professione riconoscendo sia la forma individuale che associata o societaria.

Figure professionali di prossimità

Sociologo, Etnopsichiatra, Etnomusicologo, Etnolinguista, Curatori e conservatori di musei, Etnografo, Psicologo, Mediatore culturale, Antropologo forense, Antropologo fisico

Livello EQF

VII livello del Quadro Europeo delle Qualifiche, corrispondente al secondo ciclo dei titoli accademici

Percorso Formativo
Formazione e sviluppo professionale
C'è un percorso formale?

Non esiste un percorso formale richiesto da normativa di settore.

C'è un percorso consigliato?

Corsi di laurea magistrali

Per chi si orienta all’ambito della tutela del patrimonio culturale demoetnoantropologico esistono scuole di specializzazione specifiche.

Come si sviluppa la carriera?

Lo sviluppo della carriera è spesso legato all’ambito lavorativo. In generale si passa da primi ruoli di assistenza e partecipazione ai progetti per poi gradualmente acquisire maggiori responsabilità decisionali e spostarsi quindi verso ruoli di progettazione e monitoraggio.

Nel caso di enti pubblici la progressione di carriera è regolata dalle classi concorsuali e dai contratti collettivi nazionali.

Carta d'identità
Carta di Identita

L’ANTROPOLOGO CULTURALE studia l’essere umano nelle sue caratteristiche storiche, culturali, linguistiche, sociali, economiche, geografiche ed etnologiche e applica i risultati delle sue analisi in svariati ambiti, evidenziando linee evolutive, strutture sociali, comportamenti, modalità di agire collettivo.

L’ANTROPOLOGO CULTURALE, si occupa anche di mediazione e comunicazione interculturale, di attività di divulgazione scientifica, di progetti socio-sanitari e socio culturali. Studia le reti di relazioni sociali, gli usi e i costumi delle popolazioni, gli schemi di parentela, le ideologie, i sistemi religiosi e le credenze, gli schemi di comportamento, i modi di produzione – consumo - scambio dei beni, le relazioni di potere, i sistemi simbolici e estetici; può realizzare progetti di recupero, tutela e valorizzazione del patrimonio demo-etno-antropologico, progetti di innovazione produttiva ed economica.

Grande importanza ha per questa area di studi la ricerca etnografica, considerata la base per riflessioni teoriche e comparazioni.

Dove Lavora

L’ANTROPOLOGO CULTURALE può lavorare in:

Università e enti di ricerca pubblici e privati Centri di ricerca e laboratori
Musei e centri espositivi, organizzazioni che si occupano di tutela del patrimonio culturale e ambientale Musei etnografici, Musei culturali, ecomusei ad impatto locale, centri espositivi pubblici e privati
Organizzazioni operanti nell’ambito sociale, sanitario, culturale e giuridico Centri culturali e interculturali, centri di etno-psichiatria, cooperative sociali, centri di accoglienza e centri aggregativi, Istituti sanitari pubblici e privati
Organizzazioni governative e non governative per la cooperazione allo sviluppo Grandi Agenzie Internazionali (ONU, UNICEF, FAO, UNESCO, ecc.), ONG, Associazioni nazionali ed internazionali
Societa’ e settori operanti nel marketing e nel business development Società di consulenza al management e al business, società di marketing, aziende private
UNIVERSITÀ E ENTI DI RICERCA PUBBLICI E PRIVATI

I contesti e le organizzazioni possono essere di diversa tipologia seppur generalmente legate a istituzioni quali le università o gli enti di ricerca pubblici.

MUSEI E CENTRI ESPOSITIVI, ORGANIZZAZIONI CHE SI OCCUPANO DI TUTELA E SALVAGUARDIA AMBIENTALE

Oltre ai musei tradizionali, sono qui incluse esperienze in piccoli musei diffusi a livello territoriale che salvaguardano e sviluppano le realtà locali. L’attenzione è sulla tutela e l’informazione in merito alle culture contemporanee e del passato. Sempre più spesso vi è un intreccio con organizzazioni (piccole e grandi) che si occupano di promozione e sviluppo turistico e del territorio.

ORGANIZZAZIONI OPERANTI NELL’AMBITO SOCIALE, SANITARIO, CULTURALE E GIURIDICO

Enti Pubblici e Privati attivi che operano a favore dei territori locali attraverso interventi socio – sanitari, socio- culturali e interculturali. Nell’ambito dell’Accoglienza Migranti, rifugiati e richiedenti asilo, ad esempio, l'ANTROPOLOGO CULTURALE opera negli sportelli informativi, nei servizi di accoglienza e di accompagnamento all’incontro con i servizi a favore dell’integrazione. In ambito giuridico collaborano al miglioramento delle conoscenze relative alla dimensione interculturale del diritto.

ORGANIZZAZIONI GOVERNATIVE E NON GOVERNATIVE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

L’ANTROPOLOGO CULTURALE può intervenire nello studio e nella lotta alla povertà, al disagio e ad altre problematiche di carattere socio culturale. L’ANTROPOLOGO CULTURALE può inoltre intervenire per la risoluzione di problemi quali la (ri)pianificazione urbana, l’accesso ai servizi socio-sanitari, l’educazione alimentare, la gestione dei processi migratori, l’individuazione di politiche di convivenza, le politiche di integrazione, ecc. (antropologia applicata).

SOCIETA’ E SETTORI OPERANTI NEL MARKETING E NEL BUSINESS DEVELOPMENT

Le teorie e i metodi dell’antropologia possono essere applicati all’analisi e alla risoluzione di problemi organizzativi. Alcune aziende ritengono che il profilo dell’ANTROPOLOGO CULTURALE sia adatto a realizzare attività di ricerca di mercato, di analisi delle caratteristiche dei clienti, dei consumers, dei comportamenti legati all’acquisto.

Ai laureati in Antropologia Culturale e Etnologia è inoltre consentito l’accesso a classi di concorso utili per l'insegnamento di alcune materie (Letterarie, Storia e Filosofia, Scienze umane, Geografia). Per avere un quadro aggiornato si consiglia di consultare il sito del MIUR.

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